Presentare la dichiarazione di residenza online con lo SPID, caricando contratto e documenti, mi ha preso dieci minuti. L'ostacolo vero viene dopo.
L'accertamento a domicilio
Entro 45 giorni dalla dichiarazione, i vigili passano a verificare che tu abiti davvero a quell'indirizzo. Non prendono appuntamento e non telefonano.
La prima visita è risultata negativa, per un motivo molto banale: il mio cognome non c'era né sul citofono né sulla cassetta della posta. Sopra c'era ancora il nome del proprietario, il vigile ha suonato, un vicino ha detto di non conoscermi e a verbale è finito "non dimorante".
Come l'ho rimediata
- Sono andato allo sportello del Municipio, ho spiegato la situazione e hanno disposto un secondo accertamento: non si ricomincia da capo, ma si aspetta.
- Appena tornato a casa, la prima cosa: una strisciolina di carta con il mio nome scritto a mano su citofono e cassetta. Brutta, ma funziona.
- Il secondo accertamento è andato a buon fine. In tutto, poco più di due mesi.
Cosa farei prima
- Metti il tuo nome su citofono e cassetta della posta il giorno stesso in cui entri.
- Avvisa i coinquilini, così nessuno risponde al citofono dicendo "non lo conosco".
- Cerca di avere qualcuno in casa durante il giorno. Se non trovano nessuno tornano, ma si perdono settimane.
La clausola sul consenso alla residenza va chiarita prima di firmare. Conosco due persone rimaste bloccate qui per un anno intero, perché il proprietario aveva detto di sì a voce e mai per iscritto.
Solo con il certificato di residenza in mano puoi avere l'agevolazione ISEE sull'abbonamento annuale ATM e richiedere la carta d'identità elettronica (CIE).